30.11.2011

Lagobianco: Repower, Poschiavo, Pontresina e Brusio presentano la domanda di approvazione delle concessioni al Cantone dei Grigioni

Il progetto Lagobianco ha fatto un altro importante passo in avanti: ieri Repower e i tre comuni concessionari di Poschiavo, Pontresina e Brusio hanno presentato la domanda di approvazione delle concessioni al Cantone dei Grigioni. Verso la fine dell’anno scorso le assemblee comunali e la popolazione mediante referendum avevano votato a favore del rilascio delle concessioni. Da allora sono stati elaborati altri dettagli del progetto. In modo particolare si è conclusa la prima fase della valutazione d’impatto ambientale (VIA 1° stadio) con la conferma della fattibilità del progetto.

Tra l’ottobre 2010 e il gennaio 2011 i Comuni di Poschiavo, Pontresina e Brusio hanno rilasciato a Repower le concessioni per lo sfruttamento delle acque nella Val Poschiavo nell’ambito del progetto Lagobianco. Tali concessioni consentono la realizzazione di una centrale con sistema di pompaggio da 1.000 MW nell’Alta Val Poschiavo così come di proseguire l’esercizio degli impianti esistenti per la produzione di energia elettrica tra il Passo del Bernina e il confine con l’Italia.

Grande attenzione all’ambiente
Dal rilascio delle concessioni ad opera dei Comuni, Repower ha proseguito lo sviluppo dei dettagli del progetto prestando particolare attenzione alle implicazioni di carattere ambientale. I risultati sono illustrati nella valutazione d’impatto ambientale (VIA 1° stadio). I lavori sono stati condotti nel quadro di un processo di sviluppo partecipativo del progetto coinvolgendo i rappresentanti dei principali gruppi d'interesse (organizzazioni ambientaliste, Cantone, comuni, pescatori, popolazione, ecc.). Ciò ha consentito di rilevare con anticipo i fattori di criticità, e di elaborare nonché ottimizzare soluzioni corrispondenti. Il rapporto arriva alla conclusione che il progetto Lagobianco avrà un grande impatto sull’ambiente, che potrà essere tuttavia compensato con l’adozione di adeguate misure sostitutive e migliorando il funzionamento degli impianti esistenti. 

Nel VIA 1° stadio vengono trattati essenzialmente i seguenti aspetti:

• Acque ferme: il Lago Bianco e il Lago di Poschiavo saranno soggetti – come già avviene – a variazioni di livello dell’acqua. L’intensità di tali variazioni è tuttavia destinata ad aumentare a causa del pompaggio e del turbinaggio dell’acqua, pertanto si è provveduto a definire con precisione e limitare i valori massimi di variazione ammessi. Per ridurre al minimo gli effetti sulla qualità dell’acqua (intorpidimento), su temperatura, stratificazione e concentrazione di particelle, si dovrà provvedere a prelevare e immettere l’acqua nei laghi a una profondità ottimale.

• Corsi d’acqua: la problematica relativa alle portate di piena/magra nel Poschiavino può essere praticamente eliminata con il progetto. La definizione di sufficienti dotazioni minime continue d’acqua e di adeguate misure sostitutive consente di valorizzare la qualità ecologica di molti corsi d’acqua attualmente sfruttati a scopi idroelettrici. Durante la fase di costruzione dovranno essere pertanto anche mantenuti nei limiti gli inevitabili carichi aggiuntivi.

• Flora, fauna e ambienti vitali: per la maggior parte dei cantieri gli interventi a carico della vegetazione sono stati valutati da molto piccoli a medi. Nell’area del Lago Bianco saranno invece necessarie misure a tutela e ripristino dell’ambiente nonché interventi sostitutivi per ridurre al minimo o compensare i deterioramenti previsti. Per quanto riguarda la fauna, non si prevedono rischi o danni di rilievo durante il funzionamento dei nuovi impianti. La pianificazione dettagliata della fase di costruzione dovrà tenere in debita considerazione le esigenze della fauna e dei loro biotopi.

• Paesaggio e turismo: l’area interessata dal progetto comprende zone naturali protette di importanza nazionale e cantonale, tratti della «Ferrovia retica nel paesaggio Albula/Bernina», patrimonio mondiale dell’UNESCO, così come edifici protetti e vie storiche di comunicazione. Gli effetti del progetto su questi elementi sono stati illustrati nel rapporto e laddove necessario sono state sviluppate misure adeguate per la loro protezione. Anche le ripercussioni sulle aree non particolarmente protette sono state studiate e valute nel complesso come sostenibili.

• Agricoltura ed economia alpestre: il progetto ha effetti sia transitori che permanenti sull’agricoltura e sull’economia alpestre locale. La perdita di terreno agricolo nelle aree interessate è tuttavia trascurabile considerando le misure di rivitalizzazione che saranno adottate. Le possibilità di sfruttamento delle aree destinate ad agricoltura ed alpicoltura intorno all'argine settentrionale del Lago Bianco saranno tuttavia limitate per diversi anni.

• Gestione dei materiali: una delle maggiori sfide ecologiche per la realizzazione del progetto Lagobianco sarà la gestione del materiale di scavo che sarà prodotto in grandi quantità. Circa il 40 percento di questo materiale potrà essere riutilizzato per la preparazione di calcestruzzo da utilizzare per lo più per il progetto stesso. Due terzi del materiale non recuperabile potrà essere impiegato per i necessari depositi sul suolo e nel lago. La parte rimanente potrà essere infine depositata in diversi siti ottimizzati sotto il profilo ambientale, per il riassetto del terreno. Per gli inerti è prevista la creazione di una nuova discarica in Val Poschiavo, mentre il materiale contaminato sarà portato in una discarica speciale. La gestione e il trattamento dei materiali richiede una complessa logistica dei trasporti. Questi saranno effettuati in modo efficiente ed ecocompatibile grazie all’impiego di imbarcazioni sul Lago di Poschiavo e di una teleferica di cantiere. Altre ulteriori ottimizzazioni e misure di protezione per la popolazione della valle dovranno essere elaborate nella pianificazione dettagliata.

• Misure sostitutive: nella Valutazione d’Impatto Ambientale 1° stadio sono illustrate diverse misure atte a compensare il previsto carico ambientale dovuto alla costruzione e all’esercizio della futura centrale con sistema di pompaggio Lagobianco. A questo scopo e attraverso un processo partecipativo, è stato sviluppato un concetto di sviluppo dei corsi d’acqua (CSCA). Le misure più importanti riguardano il ripristino ambientale del Poschiavino sul fondovalle e alla foce presso il Lago di Poschiavo. Inoltre, sul lato nord del Lago di Poschiavo, verrà creato un lago satellite (Lago Botul), separato dal Lago di Poschiavo e quindi esente da oscillazioni artificiali. Interventi di ripristino ambientale sono previsti anche sul delta del Cambrena, presso il Lago Bianco.

Fase successiva
Il VIA 1° stadio è parte integrante della documentazione di 2000 pagine complessive a corredo della domanda presentata al Cantone dei Grigioni per l’approvazione delle concessioni e della valutazione di impatto ambientale. In una seconda fase, per la domanda di approvazione del progetto sarà presentato il progetto di costruzione vero e proprio insieme alla valutazione d’impatto ambientale 2° stadio. Si sta infatti già prendendo in considerazione ad esempio di spostare la galleria in pressione e la condotta forzata leggermente verso sud dove si prevedono migliori condizioni geologiche, e perché è possibile allestire il cantiere in montagna in un punto più sicuro durante l’inverno. Solo quando il Cantone avrà approvato le concessioni e rilasciato l’autorizzazione edilizia, e quando tali approvazioni avranno efficacia giuridica, Repower prenderà una decisione finale riguardo alla costruzione. I lavori di costruzione potranno allora avere inizio e dureranno circa sei anni.

Quattro concessioni
La domanda presentata alcuni giorni fa al Cantone dei Grigioni è relativa a quattro concessioni che sono state approvate dalla popolazione dei Comuni interessati:

1. la concessione «A» del Comune di Poschiavo riguarda la continuazione dell’esercizio di impianti esistenti nell’Alta Val Poschiavo;
2. la concessione «B» del Comune di Poschiavo riguarda la costruzione della nuova centrale con sistema di pompaggio Lagobianco;
3. la concessione del Comune di Pontresina riguarda la costruzione della nuova centrale con sistema di pompaggio Lagobianco;
4. la concessione del Comune di Brusio riguarda la continuazione dell’esercizio di impianti esistenti nell’Alta Val Poschiavo.

La durata delle concessioni è stata fissata in 80 anni. Le quattro concessioni sono armonizzate tra loro in quanto riguardano tutte lo sfruttamento delle acque nella Val Poschiavo. Per la stessa ragione è stata presentata un’unica domanda. In questo modo si rafforza anche il rapporto di partnership tra le parti contrattuali.


Un contributo per l’approvvigionamento energetico del futuro
La centrale con sistema di pompaggio Lagobianco fornirà un contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento e alla stabilità della rete in Svizzera e in Europa. Le possibilità di accumulazione e la flessibilità di utilizzo delle centrali elettriche sono un presupposto essenziale per l’impiego razionale delle capacità produttive dagli impianti eolici e fotovoltaici che stanno proliferando rapidamente in tutta l’Europa. La produzione di queste nuove energie rinnovabili non corrisponde infatti al fabbisogno reale bensì dipende fortemente dalle condizioni atmosferiche contingenti. La centrale Lagobianco, dotata di sistema di pompaggio, è in grado di sfruttare l’energia in eccesso quando soffia il vento o quando splende il sole e di immetterla nuovamente in rete quando il fabbisogno di elettricità aumenta. In tal modo fornisce un importante contributo al nuovo e graduale orientamento dell’approvvigionamento energetico in Europa.


 
Nota:

Scarica il grafico panoramico e il flyer sul Progetto Lagobianco.

 

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Roberto Ferrari
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Responsabile Comunicazione aziendale
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